A SCUOLA: DAL VIVAIO ALL'ORTO BIOLOGICO

Il 2015 è l’anno internazionale dei suoli.

 

Il suolo è un bene dal valore inestimabile e una risorsa finita che va sempre più esaurendosi. A livello internazionale e federale è stato lanciato un appello agli enti pubblici e alla popolazione per promuovere attività che portino a sviluppare una maggior considerazione e un rinnovato rispetto nei confronti di questo bene così prezioso.

In quest’ottica abbiamo pensato di dar seguito al Progetto vivaio (realizzato durante l’anno scolastico 2014/15) integrando attività legate direttamente alla tematica del suolo. Riteniamo infatti che unendo la didattica ad un progetto come questo sia possibile offrire loro la possibilità di apprendere scoprendo sperimentalmente anche i tempi e ritmi della natura e promuovendo nei ragazzi un diverso approccio nei confronti del suolo prezioso che, generosamente, ci sostenta permettendoci di vivere. La logica ripresa del vivaio, con l’aggiunta della creazione e la cura di un orto biologico, offrono infatti la possibilità a ragazzi e docenti di cogliere il forte legame che esiste tra ciò che mangiamo e la nostra Madre Terra. La pratica dell’orto inoltre, grazie alla sperimentazione, all’acquisizione di nuove conoscenze, all’utilizzo e al riciclo di materiali diversi, permette ai ragazzi di sviluppare nuove competenze e di studiare in modo diretto e sul campo la complessa rete delle relazioni presenti in un ecosistema e la ciclicità degli svariati fenomeni presenti, tutto ciò favorendo lo sviluppo ed il consolidamento di una vera e propria coscienza ecologica.

Questo progetto permetterebbe inoltre di promuovere una serie di circoli virtuosi:

- la valorizzazione di un’area verde tramite la messa a dimora e la coltivazione di erbe selvatiche e aromatiche, alberi da frutta e ortaggi adattati all’ambiente di montagna favorisce la presenza di altri organismi come api, farfalle e uccelli;

- il progetto dunque diventa anche un mezzo per promuovere la biodiversità e avvicinare i ragazzi alla conoscenza delle specie del luogo talvolta rare e spesso poco conosciute;

- un’area concepita e sviluppata in questo modo potrebbe inoltre facilmente fungere da laboratorio didattico per le scienze naturali e dar origine a dei prodotti direttamente impiegabili anche in cucina;

- inoltre, un progetto come questo ha la potenzialità di creare le occasioni per promuovere, incentivare e rafforzare le relazioni tra la scuola e la società (comunità educante) grazie alla rete di collaborazioni che questo può permettere (tra allievi, docenti e familiari). Questo progetto verrebbe sviluppato in forma pilota in previsione dell’implementazione del prossimo anno scolastico, con l’auspicio che possa avere continuità anche negli anni a venire.

OBIETTIVI

- dare continuità al Progetto vivaio integrando e approfondendo più aspetti del programma di scienze (gli esseri viventi: caratteristiche e interazioni, biologia dei vegetali, riproduzione, ambiente, ecosistemi, ecc.);

- sensibilizzare gli allievi relativamente al suolo, alle sue funzioni e alle problematiche derivanti ad uno sfruttamento irresponsabile;

- promuovere l’educazione alimentare come conoscenza del cibo dalla terra alla tavola in modo da:

  • permettere una presa di coscienza relativamente al rapporto uomo-natura e alla provenienza del cibo;

  • educare ad una corretta alimentazione a base di frutta e verdura che segua la stagionalità dei prodotti e la   consumazione di prodotti indigeni (km zero);

  • capire l’importanza di cibo biologico per la nostra salute;

- riqualificare una zona verde vicino alla scuola;

- promuovere la biodiversità;

- creare un laboratorio all’aperto;

- sviluppare negli allievi abilità manuali, conoscenze scientifiche e senso civico insegnando ad occuparsi e prendersi cura con continuità di un bene comune;

- sviluppare il concetto di rispetto ambientale e dare impulso a comportamenti conseguenti;

- promuovere una coscienza ecologica;

- acquisire competenze pratiche nelle attività agricole e favorire lo spirito di collaborazione;

- favorire l’integrazione multiculturale tra i ragazzi e le famiglie attraverso la condivisione di diverse tradizioni alimentari;

- l’orto come incontro di attività didattiche di varie discipline: uno stimolo di partenza per un efficace sviluppo interdisciplinare;

- promuovere e rafforzare le relazioni presenti all’interno della comunità educante.

ASPETTI GENERALI

A seconda della disciplina possono essere coinvolte diverse classi (scienze: I-II-III; ed. alimentare III e IV opzione). Le attività proposte varieranno in base alla stagione e alle condizioni atmosferiche permettendo di approfondire temi diversi. Fuori orario: preparazione di materiale e schede a supporto delle attività proposte, orchestrazione delle attività, coordinamento con i colleghi, acquisto di eventuale materiale, piante e semi, contatto con professionisti, associazioni e altri docenti (professionisti in permacoltura o che si occupano di orti didattici a scuola), documentazione delle diverse fasi del progetto.

INTERDISCIPLINARIETÀ

Spunti ipotizzati per le varie materie:

- Scienze naturali: il suolo, il compostaggio, i bisogni dei vegetali, valorizzazione delle varietà botaniche del territorio, relazioni tra le specie, riproduzione, ambiente e adattamento, biodiversità, tipi di agricoltura, animali e insetti utili all’agricoltura sinergica (lombrichi, coccinelle, api, …), l’alimentazione, ecc.;

- Educazione alimentare: “dall’orto nel piatto”, preparare dei pasti con i vegetali o la frutta coltivata a scuola, presa di coscienza della provenienza del cibo, del lavoro dell’agricoltore, il significato dell’agricoltura biologica, della frutta e verdura a km zero, della stagionalità dei prodotti, importanza della frutta e verdura nell’alimentazione, relazione alimentazione e impatto ambientale, utilizzo di una “lombricompostiera”, preparazione di un erbario con proprietà degli alimenti e delle erbe, creazione di un ricettario (chiedere delle vecchie ricette con le mele o con patate o con altre verdure o erbe medicinali e aromatiche) e di prodotti (“bombe” di semi con argilla e terra, tisane, sale alle erbette, verdure sotto sale, olii aromatici e aceti, sciroppi, marmellate, ecc.;

- Matematica: superfici, misurazioni, resa, ...

- Educazione visiva: realizzazione del disegno del progetto (planimetria?), cartelli con nomi delle piante e informazioni per l’allestimento della parte didattica dell’orto e del frutteto, creazione di giochi a tema (gioco dell’oca, memory, ecc.), utilizzo di materiale vegetale in ambito artistico, stampe, scatolette per the, ecc.;

- Geografia: carta, esposizione terreno, dati climatici, ...

- Storia: l’evoluzione dell’agricoltura, all’utilizzo che i nostri anziani facevano delle piante aromatiche e medicinali, alla coltivazione di sussistenza durante la guerra e alla trasformazione del territorio ticinese;

- Lingue: articoli sull’argomento nella lingua d’insegnamento, interviste;

- Italiano: redazione di lettere formali e articoli, letture varie sull’argomento, discussioni, commenti e interviste ai nonni sull’utilizzo delle piante medicinali;

- Educazione fisica: partecipazione alla preparazione dei primi bancali;

- Differenziazione curricolare e arti plastiche: ultimazione dei tavoli da orto, preparazione e costruzione di bancali con cassonetti e altro, preparazione di casette per insetti e animali vari (api e bombi, casette e mangiatoie per uccelli), creazione di spaventa passeri, stampe su stoffa e foulard con foglie, creazione di cuscini con le erbe aromatiche, cuscinetti di lavanda, fabbricazione di carta e cartoline con semi integrati, allestimento della mostra (creazione di pannelli esplicativi e riassuntivi che facciano da filo conduttore tra le diverse tappe anche grazie al materiale raccolto durante l’anno), ecc.;

- Audio e video: ripresa e montaggio di un video-diario del progetto. E questi sono solo alcuni degli aspetti che possono essere presi in considerazione…